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Eventi

 

Sicuramente la Festa più antica nella tradizione lettese è quella dell'8 Maggio, quando si ricordano i riti pagani della fertilità e dell'inizio della Primavera. Sino al secolo passato era abitudine andare in processione, dopo il rito della fertilità delle greggi, fino al sacrario di fronte alla Grotta di S. Michele Arcangelo (detta S. Angelo), dove veniva celebrata la santa messa che vedeva la partecipazione di tutto il paese. Negli ultimi anni la manifestazione sta tornando in auge con buon successo di pubblico. Da non perdere la contrattazione delle morre, che ancora avviene con i metodi millenari della pastorizia transumante: si tratta di un atavico rituale che consiste nella "rimbrascat delle pecore" (raduno delle pecore) che vengono condotte dal paese in montagna, e sistemate in un'unica stalla.
Il culto per l'arcangelo Michele è di origine orientale; già l'Imperatore Costantino nel 313 d.c. gli aveva tributato una particolare devozione. Nel V secolo il culto si diffuse in Europa in seguito all'apparizione dell'arcangelo sul Gargano, dove, secondo la tradizione, sarebbe apparso al vescovo di Siponto nel 490 d.C. invitandolo a dedicare una grotta, sul Gargano, al culto cristiano. Da allora ininterrotti flussi di pellegrini da tutta Europa vi giungevano seguendo un percorso di purificazione, detto "via Sacra Longobar-dorum" che ricalcava in parte il Tratturo Magno. Assai caro ai Longobardi, San Michele veniva invocato per la buona morte. Alcune credenze attribuiscono la presenza del Santo in alcuni luoghi come Liscia, in provincia di Chieti, dove sarebbe apparso in una grotta. Anche qui a Lettomanoppello, per effetto dei contatti frequenti con le Puglie attraverso la ben nota transumanza, il culto verso questo Santo è stato sentito e vicino.
Nel calendario festivo all'inizio dell'anno troviamo la Rappre-sentazione del Sant'Antonio Abate che si svolge il 17 gennaio; qui il protettore dei maiali e di tutti gli animali viene rappresentato tra le strade del paese, con canti di questua. Si riallaccia ai riti di purificazione e distruzione del male celebrati in attesa del ritorno della stagione primaverile.
A Carnevale è tradizione mascherarsi per non farsi riconoscere, e andare di casa in casa ad offrire salumi vari, chiacchiere e castagnole.
A seguire c'è la Festa di San Biagio (3 febbraio) dove è abitudine fare i classici "tarallucci", che la sera dopo la messa, con la benedizione della gola, vengono adagiati in un canestro vicino all'altare per essere benedetti.
La Domenica delle Palme c'è la "Festa delle Pupe e dei Cavalli". In ogni famiglia lettese si preparano; solitamente le nonne e le mamme preparano il simbolico dolce, mentre i ragazzi e le ragazze si scambiano cavalli e pupe in segno di fecondità e abbondanza.
Nello stesso periodo si tiene la Rappresenta-zione della Passione di Cristo, un'evento molto sentito a Lettomanoppello.
Il Lunedì di Pasqua si festeggia la Madonna di Costantinopoli presso la chiesa dell'Iconicella, con la statua della Madonna portata in processione.
Il 29 Giugno in Contrada Pietrara nella caratteristica chiesa di Sancti Petri ad Trojam, si festeggiano i Santi Pietro e Paolo.
Caratteristico, alla chiusura della festa, il ballo della pupa abbellito da fuochi pirotecnici.
Nel periodo estivo numerose sono le manifestazioni sportive, ricreative e culturali organizzate dal Comune e dalle varie Associazioni locali. A partire dal mese di Luglio c'è il Concorso Nazionale per Compositori di Musiche per Banda, organizzato dal complesso bandistico di Lettomanoppello; in Agosto troviamo il "Ferragosto Lettese", che per tutto il mese di Agosto, propone un ricco calendario di eventi musicali, culturali e ricreativi con il Concorso di poesia dialettale "Gustavo De Rentiis", intitolato a questo poeta lettese di raffinata cultura.
Tra la fine di Agosto ed i primi di Settembre, da non perdere per il valore e l'originalità dell'evento, la caratteristica Manifestazione "Dieci Giornate in Pietra", simposio internazionale di Scultura in Pietra della Majella accompagnato da incontri e approfondimenti sul tema.
A seguire diverse manifestazioni come ad esempio la "Sagra della Pizza Fritta" e la "Sagra del Formaggio" con la commercializzazione dei prodotti della pastorizia.
Se la Festa di Maggio rappresenta la tradizione antica portata fino a noi, quelle di Ottobre (1a Domenica) di San Nicola, Madonna dell'Iconicella, S. Emidio e San Rocco, rappresentano la tradizione più recente vissuta in maniera entusiastica.
Sono quattro le giornate di Festa e quella dedicata a San Rocco è la più caratteristica.
I devoti del Santo di ogni contrada del paese, preparano dei grandi trofei vegetali "Le Palme", rami di alberi (Orniello) dai quali pendono donativi: dolciumi, formaggi, salumi, frutta, bottiglie di vino, finanche, capi di vestiario e animali da cortile e le classiche conche di rame e cesti di vimini ripiene di beni di consumo e di animali. Sono il frutto del duro lavoro di raccolta e di questua, avviato mesi e mesi prima, che le famiglie di ogni contrada realizzano con pazienza e devozione, ogni anno in onore di San Rocco.
Per la realizzazione di questi "piccoli omaggi", tutti i cittadini sono invitati a fare delle donazioni: soldi, prodotti della terra, oggetti fatti a mano, in particolare all'uncinetto, dolci tipici. Prodotti e oggetti che poi sono inseriti su queste conocchie dalle mani pazienti delle donne del paese. Non mancano anche cesti che a volte "ospitano" piccoli animali, conigli, galline.
Ciò che nel tempo non è cambiato è la tradizionale asta, rigorosamente in dialetto, che un "banditore" del posto improvvisa ogni anno per vendere al miglior offerente la palma, il cesto o il majtill: la somma ricavata è offerta al Santo e utilizzata per finanziare in parte la festa. Risa, urla e battute varie si mescolano all'asta vera e propria che "attira" persone dei paesi limitrofi, ma anche molti emigrati (soprattutto americani) che tornano "a casa" per le feste di San Rocco. Tutto ciò è sentore che la festa popolare piace e che permane un legame e un'identità forte con i propri santi e con i propri riti.
La modernità dell'oggi a Lettomanoppello si integra, si sposa e rilancia nel futuro lo stesso percorso tracciato dai nostri predecessori.
Durante le tradizionali Feste di Ottobre, si svolge la processione per le vie del centro storico di Lettomanoppello, dove la Madonna di Costantinopoli, San Emidio, San Nicola il Patrono e San Rocco vengono portati a spalla per le vie del centro storico del paese.
Il 6 Dicembre si festeggia S. Nicola, patrono di Lettomanoppello e poi durante le festività natalizie, dulcis in fundo, la pietra prende la forma della natività: alcuni maestri scalpellini provenienti da tutto l'Abruzzo hanno realizzato personaggi e scene presepiali. Una particolarissima collezione ed una fervida produzione tipica, con figure tridimensionali, in bassorilievo e dipinte su pietra